La stanza della tortura, come un celebre saggio di Giovanni Macchia aveva definito il teatro pirandelliano, si è materializzata in una scatola bianca, illuminata da una luce uniforme. Senza aperture visibili se non quella frontale che guarda alla sala, da cui giungono infatti, alla spicciolata, gli attori, per andare a … Continua a leggere
Un Macbeth di meno. Robert Wilson mette in scena Verdi
Il teatro formale di Robert Wilson può andare insieme alla musica emotiva di Giuseppe Verdi? È la prima domanda che naturalmente si pone lo spettatore del Macbeth andato in scena al Comunale di Bologna. Il melodramma ottocentesco occupa un posto a parte e tutto sommato limitato nella lunga esplorazione del … Continua a leggere
Non distogliere lo sguardo. Mundruczó mette in scena Disgrace di J.M. Coetzee
Non ci si era sbagliati nel riconoscere il talento di Mundruczó Kornél davanti al disturbante Frankenstein-Project con cui si era affacciato sulle scene europee, prima di tradurlo anche in forma cinematografica. Il giovane regista ungherese trasportava la fragile impalcatura del romanzo di Mary Shelley in un set rimediato dentro un … Continua a leggere
Qui e dopo, la paura dell’altro raccontata da Constanza Macras
Con ammirevole coerenza e altrettanta innocente curiosità Constanza Macras continua a raccontare il suo muoversi “nelle città”, l’esplorazione di quell’altrove che provvisoriamente può identificarsi nel luogo in cui da tempo vive l’artista argentina, come diceva il bellissimo Berlin Elsewhere di qualche tempo fa, con i suoi quartieri di immigrati speculari … Continua a leggere
Il favoloso paese di Akram Khan
Non può non piacere Akram Khan. Il coreografo e danzatore anglo-bengalese si è imposto fra i nomi di maggior successo dell’attuale scena inglese con una danza di suadente piacevolezza che con una voluta confusione di stili miscela modernità e tradizione, oriente e occidente, movenze khatak e musica pop, tecniche del corpo … Continua a leggere






