• Vivere. La babelica Spoon River partenopea di Enzo Moscato

    11 aprile 2018 - Gianni Manzella

    La vita è immortale finché è vissuta, dice a un certo punto uno dei protagonisti di Raccogliere & Bruciare. E potrebbe racchiudere il senso del bellissimo spettacolo di Enzo Moscato ripreso al Teatro Nuovo di Napoli dopo il debutto della scorsa estate. Per quest’altra discesa nel ventre del teatro, che fa tutt’uno con la sua […]

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  • La vita è sogno nel Freud di Tiezzi

    19 marzo 2018 - Gianni Manzella

    Cosa ci fa la figura che siede pensosa sul velario teso a chiudere l’arco di proscenio di Freud o l’interpretazione dei sogni? Inscritta dentro un reticolo di linee che convergono verso un lontano punto di fuga, questa concettuale immagine di Giulio Paolini è presa in prestito da un Parsifal che Federico Tiezzi aveva realizzato al […]

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  • La pistola di Čechov non spara più. Dead Centre al festival Vie

    27 ottobre 2017 - Gianni Manzella

    È noto il principio drammaturgico stabilito da Čechov secondo cui se al primo atto entra in scena una pistola, all’ultimo deve sparare. Non c’è dubbio che questo abbia in mente il regista che all’inizio, pistola in mano, sale sul palco per invitare gli spettatori a usare le cuffie che hanno trovato ai propri posti, se […]

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  • Shakespeare sul tavolo anatomico. Il Tito Andronico di Heiner Müller

    23 luglio 2017 - Gianni Manzella

    Vertiginoso. È forse l’aggettivo che meglio può prestarsi a descrivere l’arduo Anatomia Tito Fall of Rome Un commento shakespeariano di Heiner Müller. Vertiginoso e sconcertante già a partire dal lungo titolo, che si apre sulla strana parola di anatomia – nel corso dell’opera dispiegherà tutta la sua ambiguità. E dove si incontrano, come sopraggiungendo da […]

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  • Vita oscura smarrita. L’Inferno di Marco Martinelli e Ermanna Montanari per il Ravenna festival

    22 luglio 2017 - Gianni Manzella

    Vita. Oscura. Smarrita. Sono le tre parole propiziatorie che presiedono all’Inferno realizzato da Marco Martinelli ed Ermanna Montanari a Ravenna. Parole totem, potremmo quasi definirle. Alle quali si è chiamati a cercare un’intima corrispondenza in una sorta di cerimonia di iniziazione. Sono quelle che chiudono i versi della prima terzina del poema dantesco, naturalmente, ma […]

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